TARTARUGHE & RETTILI

LE TARTARUGHE

www.veterinarioazzara.it Veterinario Erika Azzara tartarughe TARTARUGA TRACHEMYS

Anche tartarughe ed altri rettili sono divenuti sempre più comuni come animali d'affezione e possono soffrire di svariate patologie oltre che essere portatori di diversi parassiti e batteri, di cui alcuni con potenziale zoonosico.

È dunque essenziale poter effettuare una diagnosi accurata per esempio di patogeni e parassiti gastrointestinali.

L’esame delle feci attraverso strisci diretti e tecnica di flottazione permette di evidenziare un’ampia gamma di parassiti presenti nell’intestino di sauri, serpenti e tartarughe: per esempio diverse specie di nematodi, trematodi, protozoi, tra cui flagellati e coccidi.

 

Le tartarughe sono rettili antichi, ovipari, cioè depongono da 1 a 150 uova, a seconda della specie, in una buca scavata nel terreno. Le diverse specie hanno esigenze particolari, e quelle più presenti nelle case sono le tartarughe terrestri e le tartarughe d’acqua dolce.

 

www.veterinarioazzara.it Veterinario Erika Azzara  tartarughe di terra esempio di Tartaruga di Terra

Le tartarughe terrestri

Le tartarughe terrestri appartenenti al genere Testudo (T. Hermanni, T. Graeca, T. marginata sono le più diffuse) sono comprese nelle appendici della CITES, cosa di cui deve essere informato chi le detiene.

Per allevarle in modo corretto la consulenza veterinaria è indispensabile, dal momento che occorre valutare bene il luogo in cui allevarle,

il corretto rapporto maschi –femmine, la corretta alimentazione (le specie terrestri sono prevalentemente erbivore), la necessità del letargo, che deve essere preceduto da accurata visita clinica dal momento che è pericoloso mandare in letargo tartarughe malate o con parassiti intestinali di cui spesso non si nota la presenza, finchè non si esegue un esame delle feci accurato.

 

Le tartarughe acquatiche

Diffuse per esempio le TRACHEMYS, alcune specie sono molto vendute, ma anche molto spesso gestite in modo non adeguato per alimentazione e alloggio, cosa che favorisce molte patologie e una vita breve. Sono tartarughe generalmente onnivore, i soggetti giovani sono tendenzialmente carnivori; molti proprietari non sanno della necessità di controlli periodici ma basti dire che una tartaruga non seguita può arrivare a trasmettere la salmonellosi ai bambini. Che le si alloggi in un laghetto all’aperto o in un acquario di vetro, la consulenza veterinaria permetterà di gestirle in modo adeguato, evitando problemi anche molto gravi al soggetto ed al proprietario.

 

SINTOMI DI MALATTIA NELLE TARTARUGHE: QUANDO RIVOLGERSI SUBITO AL VETERINARIO.

Premesso che sarebbe opportuno trattare in modo separato le diverse specie di tartarughe, in generale il proprietario deve rivolgersi al più presto al veterinario, oltre che per la consulenza sulla gestione e per le visite periodiche, ogni volta che nota alcune delle seguenti anomalie oppure qualsiasi cosa che non rientri nella normalità.

 

Anomalie del movimento: la corazza deve essere portata parallela al terreno e non trascinata.

Le tartarughe acquatiche nuotano in orizzontale: uno sprofondamento laterale o posteriore marcato denota malattia.

Molte infezioni respiratorie, che possono portare a morte la tartaruga in tempi brevi, oltre che anoressia, depressione, respirazione a bocca aperta con collo allungato, emissione di bava dalla bocca, provocano la tendenza a restare fuori dall’acqua e il nuoto obliquo.

A volte l’andamento della malattia è molto rapido e porta a morte in poche ore.

 

Anoressia: la tartaruga non mangia neanche i cibi più graditi. Può essere sintomo di molte patologie ed è sempre necessario l’intervento veterinario.

 

Diarrea: feci più molli del normale, con anomalie varie, possono essere causate da batteri, virus, parassiti intestinali.

 

La salmonellosi è una zoonosi spesso trasmessa all’uomo dalle tartarughe acquatiche, che possono essere portatrici di questo batterio e lo possono eliminare per anni.

La malattia non è di solito sintomatica ma in condizioni di stress può dare enterite con diarrea, anoressia, apatia.

 

Occhi scuri, con secreti, gonfi, tenuti chiusi: occorre accertare che non sia in atto una ipovitaminosi A, che provoca sintomi respiratori e congiuntivali, con chiusura delle palpebre che è il sintomo più frequente. La congiuntivite batterica si differenzia dall’ipovitaminosi A con un esame citologico.

 

Cute: non integra, con ferite o anomalie per esempio di colore. Una infezione cutanea batterica o fungina si può manifestare con una patina grigiastra che ricopre cute o carapace. La SCUD (Malattia ulcerativa cutanea setticemica) è una infezione batterica che interessa la corazza e a volte la cute, con lesioni ulcerative; la malattia può iniziare con una colorazione anomala degli scuti, poi le lesioni si possono estendere alla cute che si stacca, ed in seguito si può avere setticemia e morte.

 

Corazza: con deformazioni o desquamazioni, molle, con ferite. Per fare solo un esempio, la malattia nota da tempo con il termine MOM (Malattia ossea

metabolica) è una patologia frequente per alimentazione scorretta e per mancata esposizione ai raggi solari. I sintomi includono mancato accrescimento, rammollimento della corazza, anoressia. La corazza può subire deformazioni permanenti ma tutto l’organismo può subire danni.

Narici: bagnate, ostruite, con patine, respiro rumoroso, bolle di aria, possono indicare una rinite o una polmonite.

 

Bocca: con patine, tenuta aperta per difficoltà a respirare. Le stomatiti possono essere riconosciute per la presenza di placche bianco-giallastre nella cavità orale.

 

Timpano: se si rigonfia, a volte fino ad impedire all’animale di ritirare la testa nella corazza, può essere in corso una otite. L’otite media è una patologia frequente e multifattoriale e si ha tumefazione della membrana timpanica che può arrivare alla perforazione.

 

Peso dell’animale: valutato regolarmente dal proprietario, una perdita eccessiva e progressiva di peso può essere in moltissimi casi sintomo di malattia.

 

I RETTILI

 

Se abbiamo deciso di prenderci cura di altri rettili, diversi dalle tartarughe, raccomando sempre di tenere presente le loro caratteristiche, abitudini, necessità.

 

L'IGUANA VERDE

Di colore verde brillante e taglia ridotta quando viene acquistata, se ben gestita raggiunge notevoli dimensioni, con esigenze che diventano impegnative.

In cattività, l’iguana ben accudita può vivere 20 anni, ma sono molte le iguane che soccombono in pochi anni a causa di errori di gestione: alimentazione sbagliata, temperatura e umidità scorrette, alloggio non adeguato, sono solo alcune delle cause che accorciano in modo drastico l’aspettativa di vita di questo splendido rettile. Chiedere una consulenza pre-acquisto è un modo sicuro per evitare problemi futuri che a volte comportano l’abbandono di questo animale quando i proprietari entusiasti ma poco informati si accorgono che è diventato troppo “difficile”.

Si ricorda che l’iguana è elencata nel CITES e richiede quindi un documento che attesti la regolare detenzione.

 

QUANDO RIVOLGERSI SUBITO AL VETERINARIO:

  • Per vedere se le esigenze del rettile sono compatibili con il vostro stile di vita.
  • Per allestire il terrario, prima ancora dell’arrivo in caso del soggetto. I principali problemi di salute delle iguane sono causati da errori di gestione o alimentazione, e quindi sono assolutamente evitabili con una gestione corretta.
  • Subito dopo l’acquisto, per verificare di aver comprato un soggetto sano: qualsiasi cosa vi abbia detto il venditore, una visita veterinaria oggettiva e imparziale è indispensabile. In seguito va fatta visitare almeno una o due volte all’anno, come controllo di routine.

Raccomando di portare il soggetto a visita ogni volta che presenta segni di malattia, senza inutili e dannosi ritardi: se l’iguana non si tiene ben sollevata sugli arti anteriori, se presenta lesioni alla pelle (graffi, tumefazioni, alterazioni di colorazione, noduli, piccoli puntini rossi o scuri sulla pelle che possono essere acari), se gli occhi non sono ben aperti e puliti, se è poco “vivace”.

Le iguane ammalate stanno immobili, spesso con gli occhi chiusi, e reagiscono poco alle manipolazioni; se la cloaca è sporca, imbrattata da feci, quindi con diarrea, oppure se l’iguana è costipata e quindi le feci le fa a fatica.

 

Contattate il veterinario anche se l’iguana non mangia oppure appare debole e si muove poco: per fare solo un esempio, la MOM (malattia ossea metabolica) si manifesta principalmente con debolezza e anoressia (il soggetto non mangia con appetito, cresce poco, fa fatica ad arrampicarsi o cade dal ramo). Talvolta la mandibola si deforma e la regione femorale appare ingrossata.

 

I SERPENTI

 

Che si tratti di serpente del grano, di pitone reale o moluro, di boa o di altre specie, purtroppo questi vengono in alcuni casi acquistati senza sapere che la maggioranza dei problemi anche in questi rettili sono legati ad errori nella gestione.

Basti dire che il terrario deve sempre fornire le condizioni ambientali adatte al suo specifico ospite.

 

QUANDO RIVOLGERSI SUBITO AL VETERINARIO:

Le considerazioni iniziali fatte per l’iguana verde valgono anche per ogni altro tipo di rettile.

Oltre che per la gestione e per i controlli periodici, occorre ricorrere al veterinario ogni volta che vi siano segni di malessere.

 

Particolarmente, per i serpenti, alcuni segnali di malattia sono: scarsa attività, disinteresse per l’ambiente, il serpente non estrae la lingua per esplorare. Stato di nutrizione scarso: palpando il dorso, i processi vertebrali sono palpabili.

Cloaca sporca per diarrea: l’esame delle feci che permette di evidenziare elminti, flagellati, coccidi a livello intestinale, deve essere condotto di routine, prima ancora di avere diarree anche molto debilitanti.

Cute poco lucente, con alterazioni di colore, ferite, noduli, presenza di ectoparassiti.

Il proprietario dovrebbe sempre accertarsi dell’assenza di emorragie anche lievi sui margini delle squame che indicano infezioni gravi.

I disturbi del sistema nervoso si manifestano con movimenti scoordinati, reazioni accentuate agli stimoli.

Se l’animale soffre di inappetenza, vomito, diarrea, oppure ha lesioni di qualsiasi tipo nella bocca, un ritardo nelle cure può essere molto dannoso.

Virus, batteri, parassiti e altri patogeni dei rettili possono colpire ogni organo e apparato: sintomi tipici delle polmoniti sono scolo nasale e difficoltà respiratorie; stomatiti della cavità orale ed orofaringiti possono causare salivazione, anoressia, vomito o rigurgito, inattività della lingua.

I serpenti possono soffrire di gastriti e enteriti infettive che possono causare stasi intestinale, diarrea, dimagramento.

Altri patogeni possono colpire il sistema nervoso e gli organi interni.

 

La trattazione delle singole malattie sarebbe lunghissima, consiglio intanto ai proprietari L’IGIENE SCRUPOLOSA DEL TERRARIO, una PRIMA VISITA e la CONSULENZA GESTIONALE per garantire il massimo benessere possibile evitando una vasta gamma di problemi di salute anche a questi meravigliosi rettili.

 

ALTRI RETTILI

SE POSSIEDI UN ALTRO SAURO, PER ESEMPIO UNA POGONA O UN ALTRO ANIMALE PARTICOLARE, SAPPI CHE LE CONSIDERAZIONI FATTE FINO A QUI, CIRCA LA NECESSITÀ DI CONTROLLI PERIODICI E CORRETTA GESTIONE, VALGONO PER TUTTI I RETTILI (E GLI ANIMALI IN GENERALE) CHE SI RITROVANO IN COMMERCIO.

 

SCEGLIETE SEMPRE UN VETERINARIO ESPERTO, INDIPENDENTE, POSSIBILMENTE VICINO E FACILE DA RAGGIUNGERE.

 

La Dott.ssa Azzara Erika,
dopo la LAUREA in MEDICINA VETERINARIA,
è in costante aggiornamento attraverso le migliori pubblicazioni scientifiche del settore, inoltre ha frequentato e frequenta tuttora corsi, convegni, delegazioni, incontri e congressi nazionali ed internazionali.

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Dott.ssa Erika Azzara, Medico Veterinario e consulente aziendale HACCP - 30027 San Donà di Piave Partita IVA: 03472010275

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